La Biennale a Venezia. Ma il made in Italy?

Esce allo scoperto Philippe Daverio commentando il provincialismo del mercato italiano e la sostanziale insignificanza della produzione nazionale nel panorama mondiale. “Le sole ultime otto edizioni della Biennale sono state curate da signori esteri non sempre grandi esperti. Ormai è come se gli italiani fossero diventati ufficilamente idioti. L’arte contemporanea è soltanto newyorkese e londinese”.

Ma l’Italia ha i suoi talenti, quei talenti artistici ed intelletuali che non riescono ad approdare sul mercato d’elite veneziano semplicemente perchè non graditi dalla lobby mercantile internazionale. E per far atto di cortesia è facile che “anche i concorsi vengano ad affidati ad architetti internazionali per non far cattiva figura”.

Dall’altra parte  il critico Achille Bonito Oliva rammenta: “la Biennale è un’istituzione internazionale e come tale deve rimanere. Non vedo intorno figure capaci di esprimere l’autorità culturale e operativa necessaria”.

E voi cosa ne pensate?

Fonte: il Gazzettino 12 agosto 2011

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