L’arte genera benessere

L’arte genera benessere.

I dipinti attivano nel cervello le aree del piacere e del desiderio

bosch

ROMA – Ammirare un’opera d’arte scatena nel cervello umano le stesse sensazioni e le stesse reazioni chimiche di quando si osserva una persona amata: il professore Semir Zeki, esperto in neuroestetica alla University College London ha studiato come varia nel cervello il flusso del sangue, e in quali zone confluisce, quando ad una persona viene fatto osservare un dipinto.
“Quando si osserva un’opera d’arte, sia essa un paesaggio, una natura morta, un astratto o un ritratto, nel cervello si attivano le aree legate al piacere”, ha spiegato Zeki, che alle persone coinvolte nella ricerca ha mostrato i dipinti dei neoclassici francesi, degli artisti italiani del XVII secolo, di Guido Reni e di John Constable, rivelatisi i più apprezzati rispetto ai pur sempre evocativi dipinti di artisti quali Hieronymus Bosch, Honore Damier e il pittore fiammingo Massys. Anche le opere di Leonardo Da Vinci, Paul Cezanne, Monet e Rembrandt sono state mostrate ed apprezzate nel test.
Le persone coinvolte nell’esperimento sono state dozzine, requisito essenziale una minima conoscenza artistica, affinché il giudizio sull’opera non fosse influenzato dai gusti del momento o dalla fama dell’artista. Analizzando le reazioni del cervello con una MRI (imaging in risonanza magnetica) è stato misurato un aumento del flusso sanguigno alla corteccia media orbitofrontale, l’area associata al piacere ed al desiderio. Mostrando differenti dipinti ogni 10 secondi alle persone nello scanner, la reazione celebrale si è rivelata immediata, e proporzionata alla percezione di bellezza che l’opera induceva nel soggetto, rivelando secondo Seki che “l’arte induce una sensazione di benessere direttamente nel cervello”.
“Abbiamo attribuito una verità scientifica a qualcosa che già conoscevamo: l’arte ci fa sentire meglio, ma prima di questo studio non sapevamo quanto potente potesse essere l’effetto sul cervello”, ha osservato Seki. La ricerca inglese rappresenta quindi una conferma scientifica ad una verità accettata dalla società: l’arte quindi non solo eleva lo spirito dell’uomo, ma influisce generando un benessere sia fisico che psicologico, motivo per il quale dovrebbe essere fruibile ad un pubblico il più generale possibile.

Fonte: Blitz quotidiano

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